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Viaggio Mistico in Israele Ottobre - Novembre 2013 :

La Via alla Terra Promessa passa attraverso il Deserto

PAROLA E SILENZIO

spiga e sole

Si è appena concluso il viaggio mistico del novembre 2013.
Lo scopo del viaggio è stato di connettersi con la santità della Terrà d’Israele, quella rivelata e quella nascosta.
Ecco le riflessioni di Nadav Hadar in conclusione al viaggio:   

Shalom a tutti voi amiche ed amici,

come sintesi del nostro intero viaggio e seminario itinerante,
vorrei riproporvi alcune delle idee emerse l'ultima sera, al Jerusalem Gold.
      Tutti gli esseri umani, e noi con loro, oscillano tra due posizioni: Esaù e Giacobbe. Ciò che non è ancora Luce, e ciò che sa già di esserlo. Ognuno di noi è un po' di loro, chi più chi meno. 
Il nome Esaù, in  ebraico Esav significa "fare". La nostra personalità "Esav" è quella tutta presa dal mondo dell'agire, e la sua felicità o meno è tutta dipendente dai suoi successi e fallimenti. 
Yaakov viene dal termine "tallone". E' colui sente di partire da un punto molto basso, ma vuole scoprire il segreto del come rotondità e rettitudine si possano integrare.
     Esaù è il forte e il cacciatore, il "mondo del fare". Sa cavarsela, fare soldi, divertirsi. Non ha paura delle prove, c'è sempre un'area del vivere nella quale egli si sente campione. Tuttavia ha una ferita al piede, al calcagno, uomo o donna che sia. Da questa ferita perde fluido vitale, la linfa indispensabile a farlo crescere lungo il suo asse verticale, verso le potenzialità superiori dell'essere umano. La ferita è causata dalla prova che il Satana, la sua falsa "sposa", gli mette davanti in ogni occasione: le "tre P": Potere, Piacere, Possesso. Esaù ci cade ogni volta, ed è tutto rivolto all'esteriorità di se stesso, Esaù vuole crescere in queste tre P, e non si accorge che, nella dimensione ontologica, la sua vitalità, forza, denaro, salute, se ne stanno andando. Anche se non ne facciamo parte, tutti noi soffriamo di coloro che sono schiavi delle Tre P, e che danno ad esse il meglio di tutte le loro risorse residue.
    Giacobbe non ama tutto ciò. E' solitamente riservato, introverso. Non eccelle in forza e deve sopperire con l'astuzia. Gli piace leggere e studiare. E' romantico, poetico, ma le armi non sono il suo forte. Se la sa cavare solo se non affronta il gemello apertamente. Nasconde e domina passioni e rabbie, ma il peso della vita è duro e faticoso. Cosa gli dà la capacità di continuare? Giacobbe ha una visione, o almeno una speranza: l'essere umano è più di quanto non sembri. Ha un'anima, una interiorità. L'essere umano può crescere in conoscenza ed in amore. Possiede un mondo interiore di miti, fiabe, di insegnamenti sacri. Giacobbe desidera sviluppare ciò, nonostante il fatto che le circostanze esterne non lo aiutino.
    Ognuno di noi, uomo o donna, è un po dell'uno e un po' dell'altro. Giacobbe è già Luce, Esaù è un ricco potenziale di Luce futura, se solo si lasciasse guarire le ferite da Giacobbe.
     Siete venuti a compiere questo viaggio per esplorare il vostro Giacobbe interiore, la vostra disponibilità al Sacro, al Mitico. Ci siamo messi alla prova, ci siamo esposti alla potenza spirituale della Terra Santa, amplificandola coi canti sacri e i mantra della vita, pregni delle sacre lettere dell'Alef Beit degli Antichi. La sua bellezza ci ha colpito ed affascinato, ma anche causato molte domande. Ci siamo misurati col silenzio, col calore del deserto. In un luogo di "serpenti e scorpioni" abbiamo portato resistenza, sopportazione, amicizia, buon umore ed aiuto reciproco. Siamo scesi al tallone ferito, abbiamo dato il nostro piccolo contributo terapeutico, e siamo risaliti. 
    Abbiamo lottato contro forze oscure, stanchezza, nervosismo, tentazione di rabbia o disappunto. Abbiamo lottato e ce l'abbiamo fatta. La luce ha trionfato sui nostri volti. Il sorriso sulle nostre labbra, comprensione e perdono si sono stabiliti tra di noi. Giacobbe è salito diventando Israel. Ora percepiamo meglio la nostra rettitudine e la nostra verticalità. Sentiamo la molteplicità in noi dei dodici segni, dei dodici mesi. Ci domandiamo quale sia la nostra tribù di appartenenza: continuando a studiare ed a cercare, la prossima volta che verremo qui la scopriremo e la sposeremo. Lasceremo il falso sposo, non ci faremo più irretire dai suoi miraggi di PPP.
    Abbiamo guardato le stelle e ci siamo immersi nel mistero del come riescano a stare così in alto, senza cadere. Una parte di ciascuno di noi è in una di quelle stelle. Anche noi non cadiamo, o se a volte ci capita, ci rialziamo. "Sette volte cade il giusto e si rialza" (Proverbi 24:16). Abbiamo sentito la "testa", l'abbiamo sentita crescere su di noi. Abbiamo percepito come si possa guarire il tallone, abbiamo cantato il "canto di YHVH", ricevendo le nostre piccoli e grandi visioni. Umilmente abbiamo detto: siamo sopravvissuti. Ma il nostro angelo è stato di opinione diversa, ci ha detto: avete vinto. Avete lottato con Dio e con gli uomini ed avete vinto. Abituata a perdere sempre di fronte ad Esau, la nostra parte "Giacobbe-Israele" ha esultato.
    Ciò nonostante qualcosa ci sovrasta, un livello ancora più alto: Yeshurun, la Pace Universale, la Salute e la Guarigione di ogni malattia. Dice Isaia:
" Preparerà il Signore delle Schiere per tutti i popoli, su questo
monte, un banchetto di grosse vivande, un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo
che copriva la faccia di tutti i popoli e la coperta che ricopriva le genti.
Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su
ogni volto" (25, 6-8).
    Abbiamo già avuto così tanta fede in passato, coraggio! Esortiamoci a aumentarla, a raddoppiarla. Le visioni dei profeti non sono utopiche. Continuiamo a sviluppare il seme Divino in noi, e il Verbo diventerà realtà.
    Grazie mille a tutti voi!
   Pace e benedizioni nel fisico e nello spirituale, a tutti voi!

In una settimana in Israele, abbiamo fatto esperienza del Chashmal,   חשמל    l’energia dell’elettro, che anima le creature celesti, le Sante Chaiot di Ezechiele. Chashmal significa anche: “parola-silenzio”. Abbiamo trovato la Parola nello studio e nella preghiera, al Kotel ha Maaravi (il Muro Occidentale, noto anche come “muro del pianto”), il cuore dell’Ebraismo, nei luoghi sacri al Cristianesimo, per le strade della Gerusalemme vecchia. Abbiamo incontrato il Silenzio nelle distese del deserto del Neghev, al sud d’Israele. Impareremo come mail in ebraico midbar, deserto, sia identico a medaber, “colui che parla”.

Un viaggio di studio, di esperienza, di preghiera e di meditazione.

Programma:

Giovedì 31  ottobre 2013. Partenza da Milano o da Roma,  Arrivo a Tel Aviv . Trasferimento all’hotel a Gerusalemme. Cena e pernottamento.
Primo incontro di studio verso le ore 21.00 in albergo.

Venerdì 1 novembre. Inizio visita alla Città Vecchia. Muro del Pianto. Monte Sion, Santo Sepolcro. Ci fermeremo in ogni luogo per studiare, meditare e pregare. La sera saremo al Muro per la preghiera dell’inizio dello Shabbat. Poi faremo Qiddush e la cena insieme, con canti e studio della Torà.

Shabbat 2 novembre. Di mattina si continua il percorso attraverso la Città vecchia e i suoi luoghi spiritualmente più capaci. Il pomeriggio è libero. La sera si prevede un incontro con un gruppo musicale che eseguirà per noi dei canti chasidici.

Domenica 3 novembre. Viaggio ad Ein Ghedi, la “fonte del capretto”, sul Mar Morto, ma che sarebbe più proprio chiamare “fonte dell’eterna giovinezza”. Primo incontro col deserto. Fermata a sorpresa durante il viaggio di ritorno.

Lunedì 4 novembre. Si parte per il Neghev, dove prenderemo residenza nella Sukkà ba-midbar “ una capanna nel deserto”, un luogo oltremodo suggestivo, unico nel suo genere. Si trova vicino al cratere di Ramon. Il silenzio del deserto, i suoi colori suggestivi, l’ampiezza dei suoi orizzonti, saranno maestri di strada.

Martedì 5 novembre.  Tutto dedicato al deserto, con escursione a piedi alla Fonte superiore del Tallone (Ein Aqev Elion). La camminata , di circa 2 ore e 30 min, verrà fatta in silenzio. Ognuno avrà un verso biblico sul quel meditare e riflettere. Arrivati alla oasi, inizieremo le condivisioni. Cercheremo il segreto del Tallone e del come portarlo da punto debole a punto di forza.

Mercoledì 6 novembre. Si torna a Gerusalemme, sosta a Hebron, alla Tomba dei Patriarchi. È considerato come un luogo ancora più carico di spiritualità che non la stessa Gerusalemme. Pernottamento in albergo a Gerusalemme.

Giovedì 7 novembre, mattina libera per lo shopping. Nel pomeriggio ci trasferiamo all’aeroporto, per i voli di ritorno.

Guardate qualche foto della Fonte del Tallone, del cammino che faremo nel deserto e della Sukkà ba-midbar, dove dormiremo due notti.

Leggete qui alcuni dei commenti dei partecipanti al viaggio


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