מונה כניסות : 5103917

In questa sezione pubblicheremo
di volta in volta 
nuovi articoli su
temi attuali
------------------
-------------------
Shuvi Shuvi ha Shulamit
-------------------
Riflessioni sulla vastezza e profondità della Sapienza cabalistica.



I limiti del criticismo biblico (CB)

                              

                                               " Il primo sorso dal bicchiere delle scienze naturali rende atei;

                                                                     ma in fondo al bicchiere ci attende Dio."

                                                                            

                                                                               Werner Heinsenberg,

                                                    (il fisico che ha formulato il Principio di Indeterminazione, una delle basi della Meccanica Quantistica)

 

         Questo articolo avrà un carattere insolitamente pungente e diretto, uno stile diverso dalla massima parte degli articoli del nostro sito. Eppure si tratta di cose che vanno dette e chiarite, rompendo una specie di omertà che esiste su questi argomenti. L’articolo vuole analizzare i limiti del moderno criticismo biblico. Non faremo in apertura una sintesi delle sue teorie e affermazioni. Per chi fosse interessato a ciò, alleghiamo un link
http://cabala.org/articoli/critica_biblica_dal_web.pdf   ad una serie di testi presi dal web che introducono molto bene l’argomento. Qui vorremmo solamente formulare una serie di critiche al criticismo biblico. Vorremmo anche suggerire delle ipotesi di comprensione del testo biblico che il criticismo bilico (che abbrevieremo da ora in: CB) non prende nella benchè minima considerazione.

 In apertura riportiamo una serie di passaggi di una lettera che Nadav Hadar ha mandato a Biblia (che è poi stata pubblicata nelle pagine del loro bollettino periodico) a fine dicembre 2012, dopo aver partecipato ad un corso di ebraico biblico avanzato, a Casale Monferrato. Biblia è una associazione laica dedicata alla diffusione della conoscenza delle Sacre Scritture. Per le sue attività si avvale soprattutto di professori e docenti universitari, che nel corso delle loro conferenze, si muovono quasi sempre lungo le direttive del CB. Tuttavia l’associazione Biblia è aperta e tollerante, ed ha ospitato Nadav in più di una occasione, perfino a tenere qualche conferenza sulla Mistica Ebraica.

 Scrive Nadav:

 ...... non ci si dimentichi che le affermazioni del CB sono delle ipotesi. Pur se fondate su fatti di natura archeologica, filologica, linguistica ed altre, il CB non è una scienza, tanto meno una scienza esatta, e può solo fornire una certa probabilità di veridicità delle sue affermazioni.

 - Il CB non ha e non cerca gli strumenti adatti ad indagare le dimensioni più interiori del testo biblico, come quella poetica e quella spirituale, ma ciò non significa che esse non vi siano presenti, né che siano meno importanti.

 - il CB dovrebbe prendere esempio dalle scienze più avanzate, come la fisica moderna. Fisici e matematici sono tutti protesi verso la formulazione di una Teoria del Tutto, una formula che unifichi le varie forze presenti nell’universo. Allo stato attuale, il CB pone invece l’enfasi sulla separazione, su di una frammentazione sempre maggiore del testo biblico.

 - Il modo di procedere del CB rischia di assomigliare a quello della vecchia medicina, che dopo aver tagliato il corpo umano nei suoi più minuscoli pezzettini, arrivava alla conclusione che l’anima non ci fosse, dato che non l’aveva trovata. Non si faccia lo stesso col testo biblico. Ci si muova piuttosto in modo simile a quello della nuova medicina, olistica ed integrata, che è consapevole di ulteriori profonde dimensioni nel corpo umano, e del come stia proprio in esse il segreto stesso della vita e della salute. Si rispetti la Vita delle Sacre Scritture.....

Questa citazione serva da introduzione a quanto aggiungeremo nel presente articolo. Durante quell'occasione, Nadav pose la seguente domanda ad un forum molto qualificato, presenti diversi docenti universitari del CB. Se è vera l’ipotesi dell’esistenza nel Pentateuco di quattro matrici separate  (Yavistica, Elohista, Sacerdotale, Deuteronomista), molto diverse l’una dall’altra, come mai esse non hanno prodotto quattro distinte Torà, una per scuola, come è invece stato il caso dei Vangeli, che sono quattro, prodotti da altrettante scuole apostoliche?

Dato che la domanda è caduta nel vuoto, proponiamo qui una risposta. La Torà è la rivelazione dell’Unità di Dio, ed è pregna di una forza unificatrice straordinaria, ben oltre quella di cui sarebbe capace il potere centrale di un corpo di autorità religiose umane, che forzino una versione piuttosto che un’altra.  Se ci viene permesso un balzo associativo, consigliamo al CB di ispirarsi allo sforzo di ricerca compiuto dalla fisica moderna verso la formulazione di una Teoria del Tutto: la teoria del Campo Unificato, capace da sola di spiegare come le quattro forze fondamentali dell’universo, pur nella loro estrema differenza, siano riconducibili ad un’unica forza originaria, descrivibile con formule molto complesse. Si noti come ciò diventi possibile solo se si ipotizza un universo ad almeno dieci dimensioni. Fisici e matematici si muovono con grande famigliarità negli insiemi multi-dimensionali, eppure sono scienziati rigorosi e molto razionali. Perchè mai il CB rifiuta o ignora, totalmente, la presenza di altre dimensioni nel testo biblico, quali quella ispirata, mistica, profetica, poetica, ad esempio?

Mettiamo in luce il più grande merito e contributo positivo del CB: quello di aver tolto la Sacra Scrittura dal monopolio esclusivo degli organi ecclesiastici, che utilizzavano una comprensione banalmente letterale dei testi a sostegno delle loro dottrine dogmatiche. I credi dogmatici e la loro feroce imposizione avevano per secoli ostacolato e bloccato lo sviluppo del libero pensiero. Contestandone l’origine divina, il CB mostrò tutte le contraddizioni e le inconsistenze nel testo biblico, che ne rendevano improbabile le paternità attribuitegli. Ciò ha permesso finalmente alla scienza di liberarsi della paura delle autorità religiose, dal loro timore che le scoperte della prima avrebbero negato e messo in pericolo la seconda (come poi è avvenuto).

 È un grande merito ma ormai è acquisito e passato. Ed è venuto il momento di marciare verso altri meriti e successi. Fino ad allora la Chiesa aveva imposto l’interpretazione letterale della Bibbia sulla ricerca scientifica di ogni tipo, rendendola pressoché impossibile. Si prenda ad esempio il caso di Galileo Galilei, tra i più macroscopici. Tuttavia, crescendo come disciplina scientifica, il CB si è ritrovato impigliato negli stessi difetti del potere religioso. Il dogmatismo delle sue affermazioni è un dato di fatto. Negli ambienti accademici (e purtroppo non solo quelli del CB) vige il servilismo alle opinioni dominanti dei professori più insigni. Opinioni troppo diverse da quelle generalmente accettate portano all'emarginazione di chi le sostiene.

 I metodi di ricerca della scienza moderna sono alla base di una delle più grandi rivoluzioni della storia, che ha portato al mondo moderno l'innumerevole varietà dei mezzi tecnologici. Le scienze esatte, quelle che si basano principalmente sulla matematica, rivolgono la loro ricerca al mondo naturale. Le scoperte ivi fatte hanno delle straordinarie implicazioni in ogni sfera del vivere pratico. Quasi tutti gli strumenti della tecnologia, dei quali facciamo uso quotidiano, siano meccanici, elettrici, elettronici, chimici, informatici, e tanti altri, sono frutto di quelle ingegnose scoperte e delle loro applicazioni. Il fatto che tutti questi strumenti funzioni, dandoci grandi benefici nella vita di ogni giorno, è prova inconfutabile della veridicità di quelle teorie.

Analoghe considerazioni possono venire fatte a proposito delle scienze non esatte, che si occupano del corpo e della psiche umana. Pur non potendo contare su quella certezza matematica delle scienze esatte, medicina e psicologia sono diventati aiuti insostituibili agli esseri umani. È pur vero che, vantaggi a parte, scienza e tecnologia hanno delle controparti tutt'altro che positive, quali il depauperarsi irreversibile delle risorse naturali, l'inquinamento, lo stress dalla vita moderna. Ecco le luci e le ombre di ciò che ci si può aspettare dalla scienza e dalle sue applicazioni.

            Ora i fautori del CB dicano sinceramente quali dei risultati da loro conseguiti è paragonabile a quelli delle scienze che abbiamo nominato prima. In che campo della vita umana il CB ci dà uno strumento di comodità fisica o almeno psicologica? Viviamo meglio da quando sappiamo che la Bibbia non è ispirata, e non è affatto stata scritta dai personaggi che vi vengono nominati? Qualcuno dei lettori sente un miglioramento nella sua qualità di vita? Il CB si pone davanti al testo biblico come se fosse un qualunque esempio di letteratura antica. L’esistenza di D-o e la presenza del Suo Spirito dietro tutte quelle parole e versi, viene negata o ignorata a priori. Ebbene questo è un pregiudizio, questo è un assioma tutt’altro che dimostrato o scontato. Un atteggiamento di partenza agnostico o ateo, o che comunque prescinde dal riconoscere o meno l'esistenza di Dio, è più che legittimo per le scienze naturali, ma non per una disciplina che si occupa della "Parola di Dio"

  Da un tale punto di partenza è facile immaginarsi quali possano essere i punti d’arrivo. Ad esempio, la corrente (di minoranza) del minimalismo biblico http://it.wikipedia.org/wiki/Minimalismo_biblico, arriva a sostenere che il regno di Davide e di Salomone sono state tutte invenzioni a scopo teologico. E lo fa basandosi sulle “non scoperte archeologiche”. Ciò significa che il non aver tirato fuori da pietre e polveri le prove inequivocabili dell’esistenza del regno di Israele significa per loro che esso non è mai esistito. Lasciamo stare le possibili implicazioni geopolitiche che queste teorie comportano. Il minimalismo biblico viene anche chiamato “scuola di Copenaghen”, ma ahimè non quella scuola che ha gettato le basi della moderna meccanica quantistica, guidata da Niels Bohr e da Werner Karl Heinsenberg, scoprendo, ad esempio, la dualità simultanea di onda-particella o il principio dell'indeterminazione.

Contestiamo al CB nel suo insieme la pretesa di considerarsi una scienza, proprio per la sua incapacità di produrre risultati che siano contributi diretti alla qualità del vivere umano. Molti dei suoi insegnanti sono dichiaratamente atei. Ciò squalifica in partenza ogni risultato al quale esso arrivi nelle sue ricerche  proprio perchè viziato da un grosso pregiudizio di partenza. Al più, una disciplina di questo tipo può enumerarsi tra le filosofie o le ideologie, un’applicazione dell'ideologia dell'ateismo. È pur vero che tra i suoi docenti ci sono anche persone di fede e di pratica religiosa, capaci di esprimere opinioni molto più ampie e ricche. Ci sono docenti del CB di ampio spessore umano e spirituale, capaci di sintonizzarsi sulle emozioni dei personaggi biblici, ridere e piangere con loro. Tuttavia questi tratti sono loro faccende private, e non possono portarle all'interno del loro ruolo accademico.

 Vorremmo ora applicare qualche riflessione di natura psicologica su alcune delle conclusione alle quali arriva il CB. La presenza di diversi modi di chiamare Dio, principalmente YHVH ed Elohim, sarebbe secondo il CB la prova dell’esistenza di filoni differenti, in concorrenza l’uno con l’altro. Ogni filone avrebbe firmato i propri testi col suo Nome di Dio “preferito”. Con tutto il dovuto rispetto, ma dietro ad una tale mentalità non c’è forse una proiezione della decaduta realtà del mondo presente, dove tutti sono contro tutti, ed ognuno per conto suo? Al meglio, è la mentalità delle squadre del campionato di calcio! 

Perchè questo fior fiore di professori non si degna di prendere in considerazione le affermazioni della mistica ebraica, secondo le quali ognuno di quei Nomi è in realtà un codice indicante una delle qualità del Divino? Brano dopo brano, la Torà descrive il loro interagire,  i risultati creativi, l’alternarsi delle onde tra le due componenti principali: l'Amore compassionevole (Chesed - YHVH) e la Forza misuratrice e limitante (Ghevurà - Elohim). Come spieghiamo da trent'anni, secondo la mistica ebraica la Torà è il blue-print della creazione. Le incongruenze grammaticali, i balzi nello stile, la varietà dei termini utilizzati, sono espedienti necessari per incapsulare nel suo linguaggio delle informazioni ulteriori, dei livelli diversi di significati. È un po' come un codice di criptaggio. Senza le opportune chiavi, un osservatore esterno, anche dotato di ottima cultura, vedrebbe solo un assemblaggio di brani incongruenti l'uno rispetto all'altro. La Torà è tutta un fitto intreccio di simmetrie e proprietà matematiche di un’incredibile bellezza. Il web è fitto di siti che riportano esempi di tali reti di significati nascosti. A chi voglia approfondire, consigliamo il sito di Rav Ginzburg:  inner.org, specie la sezione Torah e Scienza. Una sua anche veloce esplorazione vi darà l’idea di quante perfezioni matematiche e geometriche ci siano nel testo biblico. Altro che l’assemblaggio di frammenti qualunque, fatto da ignoti scribi in contesa l’uno contro l’altro!

 Quando ci avviciniamo a possibili valutazioni psicologiche di quello che anima questi esegeti della Bibbia, le cose si complicano. Nel sentire uno di loro fare la sua lezione, si ha subito la sensazione che il professore in cattedra si considera molto più evoluto e colto dell'antico (secondo lui sconosciuto) autore del brano in questione. Il testo viene trattato con sussiego: da questa parte c'è l'esperto moderno, che non si fa ingannare da nessuno, e che ha capito il trucco, e di là c'è il redattore biblico, che affannosamente cercava di cucire insieme pezzi e frammenti di un qualcosa che gli era solo vagamente noto! Ebbene, questo è solo e soltanto orgoglio, uno dei tratti peggiori dell'animo umano, poco importa se presente in una persona con tanto di dottorato in filologia oppure in un semplice manovale. Perchè questo professore non si chiede quanto tempo dureranno le proprie elucubrate pubblicazioni, che ogni anno deve sfornare per motivi di carriera e di professione? Quanta gente le leggerà? Quanto le sue parole saranno capaci di cambiare nella vita dei lettori? Perchè non si domanda come mai il testo profetico che ha davanti è lì da migliaia di anni e ha ispirato generazioni intere, dando alla loro vita un senso ed una direzione?

 L'atteggiamento psicologico del professore diventa ancora più preoccupante quando dice di avere scoperto che il "profeta" non aveva fatto altro che ante-datare descrizioni di eventi già avvenuti, fingendo di scrivere in epoche di varie centinaia di anni antecedenti, allo scopo di far credere ai posteri di avere avuto delle doti profetiche! Questa è un’accusa di imbroglio e truffa, senza mezzi termini! Ma ci si domandi chi stia truffando chi! Auguriamo a questi professori la stessa circospezione e scetticismo quando ascoltano i telegiornali o le valutazione dei "saggi", per non farsi ingannare dalle loro previsioni o analisi sulla situazione politica ed economica presente.

 Venga detto chiaramente ed una volta per tutte: i testi della Bibbia sono stati compilati da persone che si trovavano in uno stato di "coscienza allargata" o "espansa". Ben diversa da quella adrenalinica e miope razionalità che vige nelle moderne accademie di studi biblici, la coscienza espansa è uno stato noto anche alla neurologia, e sta risvegliando sempre più attenzione e ricerca. Gli autori dei testi profetici avevano accesso a tali stati di coscienza grazie alle loro pratiche ascetiche, di preghiera e di meditazione, ed ad altre tecniche, incluso il canto e la danza estatica. Questo a lato del loro essere esperti conoscitori dell’Ebraismo. Una comprensione del messaggio delle Scritture inizia solo quando ci si pone in un atteggiamento di profondo ascolto contemplativo, e ciò presuppone  umiltà, rispetto e libertà da pregiudizi. Tratti molto rari nel corpo dei docenti di CB. Anzi, nel sentir parlare di "coscienza espansa” i più penseranno subito a qualcuno che abbia preso una qualche droga. Ebbene, questo articolo dichiara senza mezzi termini, che ogni opinione su cosa dicano davvero, e su chi abbia scritto o meno quei testi, se nasce in una mente solo diretta dalle sue facoltà logiche e razionali, è viziata in partenza. Ripetiamo: le opinioni e teorie del CB sono più che legittime, ma nel solo campo della filosofia e della ideologia, perciò opinabili e destinate a venire superate o abbandonate col passar del tempo. 

 Rivolgiamoci ora all’entusiasmo che nelle varie aree del CB si accende verso le scoperte archeologiche di culture, linguaggi e credi dei vari popoli nell'area cananea. Le conclusioni alle quali arrivano elaborando quello scoperte sono invariabilmente: la cultura e la religione ebraica sono influenze dei credi cananei. Gli dei di Canan sono poi stati ebraicizzati e sono entrati nella Bibbia. La lingua ebraica è una loro derivazione, ed è rimasta primitiva nel sul carattere. Poniamo la domanda, anche questa rivolta a dei forum competenti: come mai queste altre lingue e culture sono sparite tutte nelle polvere, e quei credi sono ormai dimenticati da millenni, mentre la lingua ebraica è viva e vegeta oggi più che mai? E se il Dio degli ebrei è solo una derivazione degli Elim e dei Baalim, com'è possibile che la religione ebraica sia innanzi tutto monoteista, e poi come ha potuto avere una influenza così grande sul mondo intero, oltre ad essere viva e praticata tutt'oggi? Inutile dire che l'autore di questo scritto, nonostante ponga questa domanda in ogni possibile occasione, a dei forum competenti, non ha ancora ascoltato una risposta degna di venire pubblicata qui. A quanto pare il segreto della vita e della vitalità è sconosciuto a chi si occupa solo di scoperte archeologiche e delle loro possibili implicazioni.

 Qual'è la differenza tra un qualcosa di vivo ed un qualcosa di morto? Diranno i lettori: lo Spirito, o l'anima. Appunto. Ed è proprio questo il segreto delle Sacre Scritture, che sono il frutto di uno Spirito vivente, che le permea tutt'ora. Le Sacre Scritture sono vive, e non possono venire trattare come frammenti di argilla rinvenuti in qualche cimitero. O meglio, se vengono trattate come tali, daranno solo informazioni parziali e fuorvianti. Solo sintonizzandosi umilmente con quello Spirito si può comprendere cosa ci sia dietro versi e parole.

 Rimaniamo con una domanda non di poco conto: ma alloca chi ha scritto davvero tutti quei libri? Sono stati davvero Mosè, Giosuè, i Profeti, Davide, Salomone? Oppure chi? Lasciamo questa domanda aperta per ora, e in un prossimo articolo formuleremo una nuova ipotesi, che chiameremo la Costellazione della Consapevolezza dell’Autore del testo sacro.

 In conclusione, auguriamo a noi tutti, e in particolare a coloro che studiano la Bibbia con un solo atteggiamento “scientifico”, che ci succeda quanto detto da Werner Karl Heinsenberg:

 " Il primo sorso dal bicchiere delle scienze naturali rende atei;

                                                                                         ma in fondo al bicchiere ci attende Dio."

 

 


Home page | La nostra scuola |  Seminario Estivo | Viaggio Mistico | Contatti
האתר נבנה במערכת 2all | בניית אתרים