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UN



PACIFICO
GIOIOSO
 PROSPERO


PER TUTTI

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Dov’è andata quell’anima di luce?

  

Luce, dove sei Luce?

Mi abbagliavi la mattina,

mi ammaliavi la sera,

non mi abbandonavi mai la notte,

col tuo raggio dolcemente appoggiato sul mio fianco.

 

Comparivi attesa e puntuale aprendo il Libro delle Lettere Beate,

tra le profezie di coloro che hanno imparato ad amare soffrendo,

per poi insegnare a gioire amando,

nei proverbi di quel saggio che lo era molto di più di quanto ammettesse,

o nei lamenti del povero e nelle domande che D-o fa al suo prediletto,

 

Hai fatto capolino tra gli atomi di sabbia e ghiaia di una spiaggia solitaria,

sorridevi tra gli alberi del veliero che passava all’orizzonte,

diventavi accecante durante gli abbracci di colui che c’è stato e che ritornerà,

mille scintille porpora riflesse sugli acini d’uva che spingeva per entrare dalla finestra socchiusa 

 


 

 Luce, dove sei Luce?

Anima di Luce, Luce della mia Anima

 

Ti sei forse staccata da me sull’isola dell’eroina dal filo rosso?

Vuoi forse dirmi che non bisogna dare il filo all’eroe?

Vuoi mettermi alla prova? Domandarmi sei fatta di onde dorate,

accarezzanti come mani d’amante,

oppure di piccoli punti di incertezza?

Ti travesti invece nel tuo opposto, per mostrarmi come i colori nascano dal grigio?

  

Ti prego, non così, torna a rivelarti come prima, senza rebus e senza enigmi;

Sii te stessa, non sollevarti troppo, fatti cercare nei luoghi del Noto.

È vero, volevo la Conoscenza, la desideravo come se fosse il piacere che cura la piaga,

Mi stordivo per raggiungerla, confondendola con la Non Conoscenza.

 

Ed ecco, poco fa:

 

Luce di due candele tremolanti,

due mani che ringraziano il Giorno che inizia la Sera,

Luce del canto della Sposa, del bacio sulla fronte datomi da chi mi benediceva,

Luminosità che avvolgeva i passi di danza che preparavano l’unione.

 

Oh Luce! Mi bisbigliavi e mi ispiravi queste parole:

Andare verso casa significa andare verso le proprie radici,

significa trovarle, abbracciarle, amarle e non lasciarle più.

Senza di Te non potrò più trovarle, il Buio ha preso il tuo posto!

 

Dammi la tua chiave, ti prego, ridiscendi su di me,

Fonte e Cuore del mondo, non mi lasciare ancora!

Già mi hai insegnato quella via, ora mostrami il Sentiero superiore,

Quello che “nemmeno il falco conosce”.

 

Ritorna o Luce, Ritorna con tutti i tuoi colori,

Porta il rosso e il bianco ad essere porpora e cobalto,

E che il nero resti solo vicino al Suo trono,

A protezione di Colui il quale non ne ha bisogno.

 

Non guarderò più solo l’Io, mi mostrerai il Tu

E lo fisserò, accogliendolo e ringraziandolo,

Riprendendo il mulinello della vita

Al suono del mantra della Vita.

 



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