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Shuvi Shuvi ha Shulamit
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Riflessioni sulla vastezza e profondità della Sapienza cabalistica.

una famiglia di chasidim celebra il Seder

                   BUON PESSACH A TUTTI  

                                חג פסח כשר ושמח                                                                    


Pessach 5774

Anche quest'anno ci apprestiamo a celebrare il Pessach con la cerimonia del Seder, la cui parte centrale è la lettura della Haggadà, il ricordo dall'uscita dall'Egitto. 

Potremmo chiederci, parafrasando le classiche Quattro Domande che i bambini chiedono all'inizio del Seder:

"In cosa è diversa questa notte da tutte le altre notti?"
"In che cosa è diverso quest'anno da tutti gli altri anni?"

I Figli di Israele hanno subito vari esili nella loro difficile e sofferta storia. Per essere precisi, i Sapienti ne contano quattro, oltre a quello egiziano, durato 210 anni:
1) l'esilio babilonese (con la distruzione del Primo Tempio per mano di Nabucadnetzar)
2) l'esilio persiano (risoltosi con la storia di Purim e della regina Ester)
3) l'esilio ellenista (terminato con la ribellione dei Hashmonaim)
3) l'esilio di Edom (iniziato con la distruzione del secondo Tempio per mano del romano Tito), circa duemila anni fa, e tutt'ora non terminato.

A chi si chiede cosa sia stata allora la redenzione dall'Egitto e dal giogo del Faraone, se poi il popolo d'Israele ha dovuto affrontare esili e prove ancora più dure, rispondiamo con un pensiero del Rebbi di Ishbitzer.

In Egitto gli ebrei non erano soltanto in una condizione di schiavitù fisica e psicologica. La schiavitù e la conseguente alienazione del popolo erano complete. La gente stava male ma non se ne rendeva conto, oppure non sapeva il vero perchè, almeno, almeno fino a quando Moshè non tornò ad annunciare l'imminente redenzione.

In altri termini, non era solo una questione di avere "le catene ai piedi", o di essere costretti a fare tutta una serie di attività nelle quali nessuno credeva, malpagate, faticose, abbruttenti. La schiavitù e l'esilio erano totali, in quanto nessuno se ne rendeva conto. Si sta male ma non si sa proprio cosa fare né a cosa ciò sia dovuto. Ogni spiegazione che viene data al problema è parziale, e a maggior ragione le soluzioni proposte sono tutte destinate a fallire.

Ecco in cosa sarà diversa questa sera da tutte le altre sere, quest'anno da tutti gli altri anni. Con la Yetziat Mitzraim nel popolo d'Israele (e in tutti coloro che camminano con loro) è nata una nuova consapevolezza, è esplosa la luce, nel più profondo del buio. La luce della consapevolezza di cosa il nostro Creatore voglia da ognuno di noi e da tutti noi insieme si è accesa in modo eterno ed irreversibile. Pur se nei secoli e millenni successivi nuove e perfino più dure prove sono cadute sul popolo, quella Luce continua a guidare i nostri passi. Ogni esilio è stato relativo, e non ha spento la scintilla divina accesasi quella notte. Essa è diventata un faro potentissimo, e continua a guidarci in ogni situazione.

La cerimonia del Seder non è affatto una semplice "commemorazione" di un evento passato, piacevole e positivo quanto si voglia, ma "passato". Pessach non è una specie di "festa dell'indipendenza". Molto di più, è la nascita della Consapevolezza Libera di conoscere, amare, scegliere ed operare. 

Auguriamo a tutti di comprendere ciò, di sentirsi parte di questa grande rivoluzione, che porterà l'intera umanità alla vera e definitiva libertà.

In termini cabalistici, i quattro esili successivi corrispondono in modo discendente alle quattro lettere del Nome di Dio, il Tetragramma,
YUD (Babilionia) - HEY (Assiria) - VAV (Grecia) - HEY (Edom).

Com'è noto, oltre alle quattro lettere del Nome c'è un quinto livello, indicato dalla punta superiore della lettera Yud. Ecco, la redenzione dall'esilio egiziano ha rettificato proprio questa punta, quello livello superiore, che appartiene a Keter. Una volta che questo è a posto, tutto il resto seguirà da solo, la forza per mantenere la rotta anche periodi bui e duri, è intatta. Siamo connessi con Keter, con il Trascendente, col Volere e il Piacere sublimi, non potremo mai più perderci


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