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bereshit 1

BERESHIT 2-22         NASCITA DELLA DONNA DALLA "COSTOLA" DI ADAM

articolo di Riccardo Scotti

“E costruì il Signore Dio la costola che prese dall’uomo come donna (ISHAH), e fece andare lei all’uomo (ISH)”

Il termine qui studiato è TZELA’ (TZADDE-LAMED-AYN), che vale 190 e che significa COSTOLA, ma anche LATO. C’è una altro termine con la stessa radice, ma con vocalizzazione diversa, che è Tzèla = caduta.

Forse qui si vuole intendere che la caduta, il peccato nel Gan Eden, dipende dall’azione di questa parte, di questo lato dell’Adam, del suo lato femminile, che si lascia tentare dall’energia del Serpente…

Altri termini che valgono 190:

Pnin (perla), Qutz (fine), Pnimi (interiore), Sefen (mistero; nascosto, velato), Sileq (togliere, rimuovere), Tzala (zoppicae), Pasim (vestito di lana fine dai colori variegati data a Giuseppe da Giacobbe).

Dallo studio di questi termini possiamo dire che: la costola da cui viene tratta la Ishah è la parte interiore, velata, nascosta e misteriosa di Adam. E’ il lato femminile, lunare; è anche la parte fine e preziosa (il termine perla).

Tzelà si può scomporre in TZEL-AYN (tzadde lamed + ayn) = l’ombra (o la protezione) della Ayn.

Salmo 121,5 “Ha-Shem è la tua ombra alla tua destra” e salmo 17,8 “nascondimi all’ombra delle tue ali”.

Il termine TZEL può essere al negativo (ombra minacciosa) o al positivo (ombra che protegge); questa dualità si ritrova nella Ayn: la sua forma evidenzia due bracci con due “occhi” (occhio in ebraico è AYN) che guardano uno a destra e l’altro a sinistra, e partono da una radice comune. Uno è l’ombra protettiva e l’altro è l’ombra minacciosa. Più in generale i due bracci rappresentano la dualità della creazione, che però ha una radice comune, il divino. Ayn vale 70 come ADAM VECHAVA’, Adamo ed Eva, cioè i due bracci della Ayn simboleggiano il duale per eccellenza, cioè il maschile e il femminile.


A seconda di come colloquiano i due lati della Ayn, maschile e femminile, ci può essere OMBRA o PROTEZIONE. Un occhio di un braccio guarda a dx e l’altro a sx; comunicano “schiena contro schiena”, e comunicano male; per comunicare correttamente devono essere PANIM LE PANIM, faccia a faccia; il segreto per rettificare la AYN, per passare da schiena a schiena a faccia a faccia, è svelare la parte segreta (SOD = segreto vale 70 come AYN), divina, dell’Adam; che è quella dell’ombra che protegge, non è quella minacciosa. I due bracci della Ayn che guardano in direzioni opposte rimandano al versetto Bereshit 2,18 in cui “farò per lui un aiuto che sia opposto a lui”; D-o prevede di aiutare l’Adam creando il suo lato femminile. Dall’integrazione di questi due opposti passa la rettificazione della creazione, la rettificazione della Ayn con i due bracci opposti.

Un occhio della Ayn guarda verso la Samek  (la lettera precedente nell'Alef - Beit, il cerchio della trascendenza divina), e l’altro verso la Peh (la lettera seguente nell'Alef - Beit, la bocca, la parola di D-o che è immanenza). Quindi la Ayn cela in sé il segreto di mettere in comunicazione il trascendente e l’immanente divini.

Ayn significa non solo occhio, ma anche FONTE. L’altro segreto della Ayn è quello di guardare direttamente alla fonte; è la chiaroveggenza data dalla sapienza; infatti il senso della vista in Cabalà è collegato a Chokhmah, la Sapienza; quindi la Ayn rettificata è l’occhio buono, non l’occhio malevolo. E’ l’occhio che è chiaroveggente, sapiente, ha una limpida capacità di discernimento; l’occhio malevolo è invece quello del giudizio, del pettegolezzo, dell’invidia, della gelosia. Ecco come l’ombra (TZEL) possa essere sia minacciosa che protettiva, dipende dall’uso del potere della Ayn.

 

Breve considerazione sui termini ISH (alef-yod-shin) e ISHAH (alef-shin-hey).

In entrambi i termini c’è ALEF – SHIN, cioè ESH = fuoco.   ISH è il fuoco della yud, ISHAH è il fuoco della hey. Il fuoco è l’elemento associato alla shin, che sull’albero della vita è il sentiero che collega Binà a Chockmà, mette cioè in collegamento rispettivamente hey e yod. Per l’uomo c’è il seme (la yod), il maschile superiore di ABBA, per la donna c’è il femminile superiore di IMMA. Quindi nei due termini c’è l’allusione al maschile e femminile superiori, che conversano a livello dei cervelli, della Shin, dell’elemento fuoco.

bereshit 2

Qui potete leggere un commento di Riccardo Scotti ad un brano dell'Annick de Souzennelle
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