L'ISRAELE VISIBILE E QUELLO INVISIBILE

ISRAELE INVISIBILE

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ALCUNI  SIGNIFICATI DEL  NOME  “ISRAEL”

 

 

 

l`xyi                                                     YUD SHIN RESH ALEF LAMED  

 


Israel
è il nome che il misterioso angelo di Genesi 32 (vv. 28 e 29) dà a Giacobbe alla fine della loro inspiegabile lotta.

 

“Poiché hai combattuto con D-o e con uomini ed hai potuto”.

 

Una traduzione più fedele del termine Israel sarebbe: “sarà principe con D-o”. “Sar” è “combattere” solo nel famoso episodio della lotta tra Giacobbe e l’Angelo, altrimenti significa principe, ministro, consigliere. Nel testo biblico citato l’angelo non volle rivelare il suo nome, ma noi sappiamo dallo Zohar che si chiama Metatron, nome che sovente abbreviamo in Mem Tet Tet.

 

541   è il valore numerico di Israel, come : “bellezza + verità” e come “luce e oscurità”

101° numero primo. 101 è la ghematria di Mikhael, il custode di Israele.

ישראל      ISRAEL – Israele

אמת יפי    EMET – YOFI — Verità – Bellezza.

Israele è la somma di Verità e di Bellezza, la sintesi tra la visione etica e quella estetica della vita. Esso è anche la sintesi di luce e di oscurità, i due modi coi quali Ha–Shem si rivela.

אור וחשך OR VECHOSHEKH – Luce ed oscurità.

והצלתי  VE HETZALTI – “E ho liberato”. Una delle quattro espressioni indicanti redenzione nella Torà
(livello di Tiferet).

 דוד  יעקב משה

YAAQOV – MOSHE – DAVID.   Le tre tappe fondamentali nella storia del popolo d’Israele.

 

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l`                                     xyi                              YASHAR EL   = DIRETTO A D-O


(DIVININON MEDIATA)

           è un viaggio verso D-o compiuto senza mediazioni, senza entità che servano da interfaccia. Israel è colui o colei che sono in viaggio verso le proprie radici in D-o. Colui che desidera muoversi lungo la via del suo Creatore è chiamato Yashar El, significa che è disposto a tutto per dirigersi in linea retta verso D-o.  

 

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y`x                         i l                                           =   LI ROSH   = “HO LA TESTA

               Sono le stesse cinque lettere di Israel ma permutate. È il traguardo dell’evoluzione di Giacobbe, Yaaqov (il tallonante), la cui consapevolezza sale dal tallone fino alla testa. È anche il traguardo di ognuno di noi. È l’interezza del cammino di verticalizzazione. È l’aperura stabile e durevole dei due centri di consapevolezza superiori, localizzati nella testa, corrispondenti alla ghiandola ipofisi e alla pineale. L’uscita dall’Egitto è una metafora che descrive l’ascesa della consapevolezza umana al di sopra dello stretto del collo, fuori dai limiti dei cinque centri inferiori, per entrare nel regno delle meraviglie dei due centri di coscienza superni. Faraone, il re dell’Egitto, si chiama in ebraico Par’o, e una sua permutazione è “ha-oref”, “il collo”. Faraone è la guardia che vuole impedirci di lasciare le strettoie dei centri precedenti per esplorare le meraviglie dei due centri superiori. Anche la nota espressione “di dura cervice”, che viene detta numerose volte durante l’Esodo a proposito di quegli israeliti che si opponevano al cammino di crescita evolutiva, “qashè oref”, significa di “collo duro”, indicando una analoga difficoltà a far salire la consapevolezza nei centri superiori. Quali sono?


           Il Terzo Occhio permette di condividere le visioni dei Profeti, le più importanti delle quali riguardano il vicino futuro messianico dell’umanità. Chiaroveggenza significa anche interpretare gli eventi che ci accadono, leggere gli insegnamenti in essi. Significa trovare il linguaggio comune tra conscio ed inconscio, per rendere possibile e piacevole la loro comunicazione. Il Terzo Occhio si nutre di simboli, dei simboli sacri. Il suo corretto funzionamento richiede tuttavia il liberarsi da immagini e da modelli decaduti, quelli che nel corso dei secoli sono stati usati, perfino inflazionati, ma non hanno portato salvezza. Tra i Sette Precetti universali, quello che salvaguardia il Terzo Occhio è la proibizione dell’idolatria. Lo strumento più efficace per aprire il Terzo Occhio è lo studio delle ventidue ebraiche (più le cinque finali). Pur nella loro antichità, è da poco che si sono affacciate al mondo dei ricercatori della Verità e del Significato della Vita. Anche il diagramma dell’Albero della Vita, e il modo col quale sono scritti i diversi Nomi di D-o, hanno una insostituibile capacità illuminante sul Terzo Occhio. L’entità spirituale che gestisce ed unifica le complesse dinamiche sottili di tutto questo insieme si chiama Raziel.


          E come sviluppare il centro superiore, quello della Pineale? Si tenga presente che i due centri sono vicini, e si aiutano vicendevolmente. Il centro superiore, alla sommità del cranio, si sviluppa e cresce grazie alla meditazione con gli Yichudim e alla preghiera. Tuttavia, la sua essenza risiede nella visione mistica dei Palazzi Superni, e degli accampamenti angelici ivi presenti. Qui si trova lo stesso Trono della Gloria. Qui si sale nei momenti di vera esperienza mistica, quando l’ego viene trasceso e quando si contemplano i segreti dell’unione tra il Santo, benedetto Egli sia, e la Sua Shekhinà. La dolcezza e il piacere della loro unione diventano i nostri. Insieme a ciò arriva anche un senso di timore che a tratti diventa terrore (charadà), per la vicinanza ad un segreto così grande da essere sconvolgente. Ed è proprio questa coppia di opposti che mirabilmente riesce a far germinare vere e proprie gocce di rugiada divina, che scendono a nutrire la volontà di rendere la nostra vita significativa ed importante, in preparazione a quella a venire. L’entità spirituale che gestisce ed unifica le complesse dinamiche sottili di tutto questo insieme è la coppia Metatron - Sandalfon.

 

 

l`                                     x i    y                         =   SHIR EL   = CANTO A DIO

 

              Sono le stesse cinque lettere di Israel ma permutate. Si tratta di rendere il nostro modo di esprimerci un canto ispirato al Divino. È il compiersi del progetto di quanto annunciato nella parola Bereshit, una delle cui permutazioni significa: “Taev Shir”, “desiderò un canto”: 

                                                                                                                                                                                ziy`xa                =                   xiy                   a`z

 

                  D-o ha creato il mondo per ascoltare e godere del canto delle Sue creature. Parte integrante di questo progetto è il nostro imparare il linguaggio del canto, fino alla musica delle sfere.

 

 

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l`xyi                              =   iniziali di:  YESH  SHISHIM  RIBO OTIOT LATORAH  = Ci sono Seicento Mila Lettere Nella Torà.

 

             La comunità di Israele è costituita dall’interezza delle 600.000 lettere della Torà, ognuna delle quali è la matrice di una delle anime collettive del popolo di D-o. Invito ognuno di voi a cercare la propria.

 

Dal punto di vista delle ghematrie, Israel è 541, come Verità Emet 441 + Yofi, Bellezza, 100. Unione suprema di etica ed estetica. Il segreto del numero 100 è quello dell’interinclusione del 10. È l’integrazione completa delle dieci Sefirot dell’AV.

 

Esiste un Israele rivelato ed un Israele nascosto. Le spiegazioni appena citate si applicano ad entrambi. Guardate i diagrammi allegati. 


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