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UN



PACIFICO
GIOIOSO
 PROSPERO


PER TUTTI

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romena_2010

RIFLESSIONI SUL SEMINARIO “NOI E GLI ANIMALI”

Pieve di Romena, 18. 08. 2010-09-06

Appunti conclusivi

Il seminario estivo sulle figure degli animali nella Bibbia, si è svolto con intensa partecipazione da parte dei presenti. Durante gli esercizi di visualizzazione e di immaginazione guidata sono emerse figure molto belle, testimonianze di un ottimo livello di integrazione delle componenti animali all’interno degli studenti partecipanti. Come parte di un giro finale di condivisione, abbiamo chiesto a ciascuno di scrivere in forma poetica qualche riga che esprimesse le esperienze vissute e condivise. Siamo felici di pubblicare qui alcuni degli scritti che ci sono stati dati.

 

Dagà – la balena di Giona

di Oshrit Silvia Nadalini.

Io abito l’abisso
Dove sei stato gettato
Nuoto tra le correnti e dentro i flutti
Che ti incutono terrore

Io vivo il silenzio e l’oscurità
Che tu temi, Giona, ed ora
Tu credi di essere loro prigioniero

Ma io conosco anche
L’immensità del cielo ed il suo chiarore
Riflesso di zaffiro sulle mie acque
Lo vedo
Ogni volta che voglio risalire a contemplarlo.

Allora sbuffo di gioia e zampillo come una fontana
Un istante prima di rituffarmi ad esplorare il fondo
Delle profondità del mondo che mi appartiene.

Della tua mata terra Giona invece
Solo ho visioni di vascelli dalla gonfie vele
Che rari solcano il mio oceano in superficie
Guidati nel loro viaggio notturno dalle stelle
Il vento mi porta il loro odore ed il loro canto
Entrambi, profumano di nostalgia.

Giona nel mio ventre
Tu hai compiuto il loro stesso viaggio
Ora lo sai, perché D-o ha esaudito le tue preghiere
Ti lascio annaspante ed inquieto ma salvo
Sulla riva di questo paese dove sei chiamato
In questa terra che ti appartiene
Libero, di vivere il tuo Nome.

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Nell’Arca Interiore.

Maria Cristina

Entra nell’arca in te celata
Tendi l’orecchio alle sonorità confuse
Degli animali linguaggio sconosciuto;
con pazienza distingui e riconosci
la minaccia terrificante,
l’implorazione di salvezza,
il richiamo rassicurante,
il canto di ringraziamento.
Nel quotidiano fanne la tua compagnia,
supporto ed insegnamento:
nella paura
e quando vacilla la speranza,
quando ti perdi
e se cerchi risposte.
Per ricomporre in te
Un’armonia di luce
In dono all’universo.

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Gastone

Isaia 11, 1:
“il bue e il leoncello dormiranno insieme, un fanciullo li guiderà”.

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Da Benedetta Parducci:

“Quando il sole scalda e risplende
Posso volare adagiata sulle grandi ali
Immersa nel silenzio che, come musica,
accarezza e riempie il profondo della mia anima

“to see a world in a grain of sand,
And a heaven in a wild flower,
Hold infinity in the palm of your hand
And eternity in an hour”
William Blake artista, poeta, mistico, 1757-1827

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Anonimo

Come geco, appeso senza fili,
scivolando sull’aura dei viventi
entro nel segreto del palazzo del re
poi con leggerezza ne esco
e riprendo il mio viaggio
su ali di pipistrello
guidate dagli echi
che rimbalzano sulla mia natura animale
che accede alla visione
di memorie antiche…
ed attingo dai sogni
dove membra cuore ed anima
risuonano danzando
all’ombra dell’Altissimo.

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Claudio Zucchinali:

Zzzeeehhh!!!
Unghie infilate in carne bianca
Perse in tortuose vie.
Ne caldo ne freddo, impazzita
Grida la madre vedendo
Portarselo via.
Là.
Su argentei banchetti.

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Giovanni Dieci:

Che grande confusione
Quella mattina di mezza estate. Io, il mio cane Vasco e tanti altri concorrenti.
Che brutto: si proprio così
Siamo nel mezzo di una mostra canina.
Guinzagli che si intrecciano di qua e dilà.

Ma ecco il solito boxer: ringhia minaccia,
gli occhi iniettati di sangue.
Si ci viene incontro in segno di sfida. Sembra proprio un incontro del terzo tipo.

Vasco a sua voltasi avvicina all’indemoniato con una calma da
Fare invidia ad un buddista incallito.
Lo annusa, quasi lo sfiora.
E si legge nei suoi occhi un passato di memorie antiche,
quando i suoi antenati sfidavano tori scatenati mandati al supplizio da uomini
non meno scatenati nella mente e nel cuore.
Ma che succede? Vasco gira lo sguardo verso di me. Non è più tempo di conflitti. I nostri desideri si incrociano.
Decidiamo di andarcene da questo ambiente.
Un’altra sfida ci aspetta. Un buon gelato alla crema.

Dedicata a Vasco, il mio bulldog inglese dal grande cuore.

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Shoshannà

Si libra
alto nel cielo
il sublime cigno
della sapienza.
Bianco puro
e fulgido come il sole,
incessantemente sussurra
il mantra del respiro cosmico.
Dimora fra le acque,
sulla terra e nell’etere,
vero libero
viandante dei mondi.
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PREGHIERA PER ANDARE IN PARADISO CON GLI ASINI

Francis Jammes (1868 – 1938)
(inviataci da Giovanni Abenante)

Quando dovrò venire a voi, mio Dio, fate che sia un giorno in cui la campagna in festa sarà piena di polvere.
Desidero, come feci quaggiù, scegliere un sentiero per andare, come a me piacerà, in Paradiso, dove ci sono le stelle in pieno giorno.
Prenderò il mio bastone e sulla grande strada andrò e dirò agli asini, miei amici: -Io sono Francis Jammes e vado in Paradiso, perché non c’è l’inferno nel paese del buon Dio.
Dirò loro: Venite, dolci amici del cielo blu, povere care bestie che, con brusco muovere d’orecchio, cacciate le vili mosche, le botte e le api.
Che io vi appaia in mezzo a queste bestie che amo tanto perché abbassano la testa dolcemente, e si fermano giungendo i loro piccoli piedi in modo cosi dolce e che ispira pietà.
Arriverò seguito dalle loro migliaia d’orecchie, seguito da quelli che portano al fianco delle ceste, da quelli che tirano carrozzoni di saltimbanchi o carri di latte e spolverini, da quelli che portano in groppa bidoni ammaccati, dalle asine piene come otri, dai passi rotti, da quelli a cui mettono piccoli pantaloni a causa delle piaghe blu e trasudanti che fanno le mosche ostinate che vi si ammassano intorno.
Mio Dio, fate ch’io venga a voi con questi asini.
Fate che in pace, degli angeli ci conducano verso ruscelli frondosi dove tremano ciliegie lisce come la pelle ridente delle ragazze, e fate che, chino su questo soggiorno d’anime, sulle vostre divine acque, io sia uguale agli asini che specchiano la loro umile e dolce povertà nella limpidezza dell’amore eterno.


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