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UN



PACIFICO
GIOIOSO
 PROSPERO


PER TUTTI

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viaregale

 

IL CAMMINO REGALE

DALLA CONOSCENZA ALLA VITA

APRIRE LA PORTA DELLA CONOSCENZA PER RITROVARE IL
FRUTTO DELLA VITA

SEMINARIO RESIDENZIALE
DI CABALA’
tenuto da Nadav Hadar Crivelli
Pieve di Romena, Casentino, Toscana
11 – 15 agosto 2009

CONOSCERE, RICONOSCERE, COMUNICARE, GUARIRE

“Dalla profondità della piaga alla profondità del piacere…” (Libro della Formazione)

Anche quest’anno si è svolto il seminario residenziale estivo, alla Pieve di Romena. L’argomento:

“Il Cammino Regale. è la via che percorriamo quando ci lasciamo guidare dalla nostra parte più nobile ed elevata. E’ il sentiero che porta al supremo dei beni: l’unione tra Albero della Conoscenza ed Albero della Vita.”

Nel mondo d’oggi, la parola “conoscere” risveglia una serie di associazioni positive: cultura, educazione, scienza, tecnologia. Nella Bibbia invece, il “conoscere” ricorda in primo luogo il peccato dell’albero della Conoscenza. Secondo le interpretazioni tradizionali, a causa di quell’evento entrarono nell’umanità la malattia e la morte. La conoscenza del bene e del male ha risvegliato tutto il potere nascosto dell’essere umano, ma non ancora la sua capacità di usarlo.

“Profondità del bene, profondità del male….”
“non c’è nella bontà nulla al di sopra del piacere ONEG e non c’è nel male nulla al di sotto della piaga NEGA”


 

Questi due criptici brani del libro della Formazione ruotano intorno alla medesima problematica: l’abissale divario tra Bene e Male. Nella storia biblica, ciò inizia con la scelta di Adamo ed Eva di cibarsi del l’Albero della Conoscenza. Il loro errore consistette nel fatto che si trattava di una conoscenza “separatrice”. Il Cammino Regale ci porta invece alla conoscenza unificatrice. Nell’Albero della Vita c’è una Sefirà di nome “Da’at”, “Conoscenza”. È l’undicesima della serie. La rettificazione della Conoscenza diventa possibile quando ci avviciniamo al segreto del numero 11. In Da’at ci sono gli opposti più severi di tutta l’esperienza umana. Tuttavia, essa è anche la fonte di una misteriosa sostanza, chiamata Rugiada di Cristallo, che “incolla” le Sefirot tra di loro, tenendo insieme l’Albero intero. Nascosti in Da’at, ci sono i modi per dosare e mescolare i propri fluidi vitali, la cui risultante è la Rugiada che permette l’aderire reciproco omplessivo tra le parti dell’Albero.

Riveleremo la mappa delle sorgenti dei principali fluidi prodotti dal complesso anima-corpo, e le loro funzioni. Il progetto che seguiremo durante il seminario è di trasformare il veleno contenuto nella conoscenza in una vera e propria “sam chaim”, “medicina di vita”. Scopriremo quali siano oggi le cause nascoste della NEGA, la piaga e l’epidemia , e comprenderemo come l’ONEG, il piacere, possa esserne il potente rimedio. Quali sono le Piaghe più gravi oggi, e a quali malattie dell’anima corrispondono? Come intendere che il Piacere possa esserne una cura, quale tipo di piacere e in che modo? Una delle costanti umane è la frequente oscillazione tra due esperienze opposte. Come stabilizzare il lato del “piacere”, e come trarne un effetto terapeutico? La risposta a ciò ci porterà nel regno dei “sensi spirituali”, veri e propri canali di percezione dell’anima, capaci di godere in modo inaspettato anche di ciò che si trova nel mondo fisico.

Percorrendo la Via Regale, ad un certo punto, si scopre il Comunicare, il primo passo importante verso la trasformazione della Conoscenza. Comunicare è porre in comunione i propri fluidi mentali e sentimentali, secreti dalla Nefesh e dalla Ruach, Anima e Spirito, Pane e Vino.

Essenziale nella Comunicazione è il linguaggio salvifico.
“Allora riverserò sui popoli una lingua chiara (safà berurà)” (Sofonia 3, 9)

Il linguaggio salvifico, in primo piano, è quello che permette la comunicazione reale ed efficace tra tutti gli elementi costitutivi della personalità. Riusciti in ciò, il rivolgersi agli altri, capire e farsi capire, diventa più facile, quasi certo. Cessano le divisioni, gli isolamenti, retrocedono le paure della solitudine e dell’abbandono.

Dopo la “parola” del corso sulle Benedizioni, ci dedicheremo alla “conversazione”, ciò che annuncia l’età messianica. Nello scambiare le conoscenze, nel riuscire a comprendere e a farsi comprendere, si gettano i semi per la futura pace universale. Dal silenzio della lettera Nun al Conversare della lettera Mem. “Serpente”, in ebraico si dice “nachash“. è l’animale che ci fece preferire la conoscenza separatrice. Il suo nome descrive l’incapacità di esprimersi. Mashiach, invece, la Consapevolezza messianica, è la la scoperta gioiosa del come le nostre parole modifichino la realtà. Oltre le guerre, oltre la crisi economica, oltre il degenerare della cultura nel pettegolezzo e nel qualunquismo, la parola e l’ascolto rettificati ci portano ad una nuova era. Ecco il valore escatologico del conversare, la trasformazione del senso della parola. Malkhut la bocca è la Shekhinà, il Divino in esilio. Il Patto del Linguaggio è la via per restituirle dignità e regalità. Gli organi del suono, bocca ed orecchie, parola ed ascolto, sono le porte verso la conversazione. L’umanità che conversa e si comprende, esce dalla fase della “torre di Babele” e dei suoi pericoli.


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