La Via Regale: Viaggio Attraverso le Sefirot dell’Albero della Vita – Prefazione

La Via Regale: Viaggio Attraverso le Sefirot dell’Albero della Vita – Prefazione
La Via Regale: Viaggio attraverso le Sefirot dell’Albero della Vita

La Via Regale: Viaggio attraverso le Sefirot dell’Albero della Vita

PREFAZIONE

[8] …. il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male…..

[15] Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

[16] Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, [17] ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».

Genesi, capitolo 2

Il libro del Genesi, proprio agli inizi, ci parla di un giardino meraviglioso, il Giardino dell’Eden, il giardino della Delicatezza (questa è la traduzione della parola Eden). C’erano molti alberi nel giardino dell’Eden, due sono diventati famosi nella storia biblica e dell’umanità: l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Adamo ed Eva avrebbero potuto cibarsi di ogni frutto di ogni albero, con una sola eccezione. Destino volle che essi scelsero proprio il frutto proibito. Le conseguenze furono disastrose, poiché suo tramite malattia e morte entrarono nell’umanità. Per ora non entreremo nei dettagli nella ricchissima simbologia del peccato del Giardino. Alla fine del capitolo 3 la Genesi dice:

[22] Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23] Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, …….. [24] Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada a doppio taglio, per custodire la via all’albero della vita.

Tra le conseguenze del “peccato”, a parte l’essere stati esiliati dal Giardino, vi fu quella, tutt’altro che trascurabile, di non poter “stendere la mano” e prendere “anche” dell’albero della vita. Per essere sicuro della sua “non accessibilità”, Dio pose una coppia di Cherubini con tanto di spada fiammeggiante, a fare la guardia alla strada che conduce all’Albero. Fino a qui il senso letterale.

Non si tratta di un albero qualsiasi. L’Albero della Vita è la fonte del segreto dell’immortalità. Non è una vita qualunque che esso alimenta, è la vita eterna. Non è solo l’eternità dell’anima, ma l’immortalità dell’essere umano nei suoi due aspetti congiunti: anima e corpo. L’Albero della Vita contiene la realizzazione della visione degli alchimisti e di tanti altri mistici, cercatori e sognatori dello Spirito: l’indistruttibilità, la vittoria contro il cammino inesorabile del tempo, contro la rincorsa che la morte fa nei confronti di ogni essere umano. L’Albero della Vita è la soluzione ai problemi della temporalità, della caducità, dell’essere passeggero, transiente, di ogni malattia, distacco, abbandono.

A detta di tutti gli interpreti della Bibbia, Adamo ha peccato, e le conseguenze di ciò sono ricadute su ogni altro essere umano. La vita biologica è un fenomeno a scadenza, e prima o poi la morte raggiunge ogni suo discendente, proprio come previsto dall’ammonimento di Dio.

Questo libro è tutto dedicato alla ricerca del segreto di quell’Albero. Ci troviamo davanti ad un grande paradosso. Nell’Eden per Adamo ed Eva il frutto proibito era quello dell’albero della conoscenza. Al di fuori dell’Eden, è il frutto dell’Albero della Vita ad esserlo. Tuttavia, al centro degli insegnamenti cabalistici, c’è proprio la descrizione dell’Albero della Vita, e di tutte le sue proprietà.

Inoltre, studiando l’intera Bibbia, emerge che l’Albero della Vita non è affatto proibito. Dice il re Salomone (Proverbi 3, 13):

“.. poiché lei è albero della vita (etz chaim) per tutti coloro che vi si afferrano..”

Questo verso è solitamente interpretato dai Rabbini come riferentesi alla Torà di Mosè, con tutti i suoi precetti. Ma nel contesto di quanto detto da Salomone, l’Albero della Vita è la Sapienza, alla quale è dedicato quasi tutto il capitolo 3 dei Proverbi. Sia chiaro, la Sapienza, pur essendo soltanto una delle dieci componenti fondamentali dell’Albero, o Sefirot, qui si riferisce alla sua totalità, alla sostanza madre della quale l’intero Albero è costituito.

La Torà di Moshè è indubbiamente l’Albero della Vita, ma solo nella misura nella quale essa viene letta, compresa, interpretata, insegnata, vissuta, esperimentata, nella totalità dei suoi quattro aspetti: letterale, simbolico, razionale, e mistico. Tale quadruplicità di livelli di interpretazione è nota come il Pardes (leggi qui un articolo precedente su cosa sia il Pardes).

Questo libro è dedicato in particolare agli amanti del quarto livello: la via mistica, esoterica, contemplativa, estatica. Solo in quella dimensione possono le altre tre trovare il loro motivo di essere, la loro soddisfazione e realizzazione, il loro compimento. Solo la sapienza della Cabalà può spiegare ed indicare compiutamente la via verso l’Albero della Vita. La Cabalà afferma unanime che l’Albero è accessibile. Non solo il suo frutto è permesso, ma è il dovere più profondo di ogni essere umano cercarlo e trovarlo. Ecco il senso della vita umana, il motivo per il quale siamo stati creati. Uno dei più importanti libri di tutta la Cabalà si chiama semplicemente: Etz Chaim, l’Albero della Vita. È ispirato agli insegnamenti del grande Arizal, ed è stato scritto circa 500 anni fa dal suo discepolo, rabbi Chaim Vital. In quel libro c’è la “summa” di tutti i più illuminati e profondi concetti e pensieri dell’intera visione della mistica ebraica.

Il nostro libro si basa su quegli insegnamenti. Descriveremo l’Albero e le sue dieci Sefirot, le sue dieci componenti. Ad un certo punto scopriremo che le Sefirot sono aumentate, e sono divenute undici, e capiremo il perché. Vedremo che nella sua undicesima parte, la Conoscenza, anche l’albero proibito del Giardino, entra a far parte dell’AV. La riconciliazione tra gli opposti sarà così totale, e porremo la parola “fine” a quel mondo di interminabili dualità conflittuali e laceranti, che ha afflitto l’umanità durante quasi tutta la sua storia. L’unione tra Vita e Conoscenza sarà la porta d’entrata nell’eone della Pace universale.

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