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Relazioni Uomo Donna e Nome di D-o

relazioni uomo donna e nome di dio

La galassia della relazione uomo-donna

La complessità di una relazione uomo-donna si estende in ogni direzione, ben oltre le dimensioni rivelate del mondo fisico. Tuttavia, da sempre, per comprendere un fenomeno l’essere umano deve ricondurlo a delle componenti essenziali. Spesso lo si riduce ad un sistema lineare. Se si era partiti da un fenomeno multi-dimensionale, è evidente che il portarlo a due dimensioni, come alto-basso, potrebbe essere una esemplificazione esagerata. Eppure da sempre gli studiosi lo fanno, e molto dello scibile umano è progredito in questo modo. Chiediamo quindi il permesso di applicare questa riduzione anche al campo della relazione uomo-donna. Alla fine dell’articolo cercheremo di reinserire nel quadro complessivo alcune dimensioni ulteriori.

In ogni rapporto uomo-donna si riconoscono quattro componenti fondamentali, che possono venire ordinate secondo lo schema del Nome di D-o Tetragramma, in questo modo:

YOD  -    PIANO SPIRITUALE

HEY – PIANO INTELLETTUALE

VAV  – PIANO EMOZIONALE/SENTIMENTALE

HEY – PIANO PRATICO/FISICO

Cominciamo a vederle dal più basso verso il più alto.

Il primo livello, fisico, comprende gli aspetti pratici della vita in comune: come ci si alimenta, come ci si veste, dove si abita e come si arreda la casa, quanto ci si piace fisicamente, come si gestiscono le spese comuni, quale sia la qualità complessiva della vita sessuale. A seconda del fatto che la coppia viva insieme, come una coppia sposata, o solo si frequenti a tratti, l’uno o l’altro di queste componenti sorge in importanza. Ad esempio, per una coppia di amanti che si vedono solo ogni tanto, la sessualità e l’aspetto fisico saranno più in enfasi. Viceversa, per una coppia che fa famiglia, crescerà l’aspetto economico o della casa o delle problematiche legate ai figli.

Il secondo livello dal basso, il piano emotivo, è quello dove si incontrano i sentimenti dei due partner. Si incontrano ma spesso si scontrano. Il piano emotivo è quello dove dominano i caratteri individuali: ci si sostiene o ci si ferisce, ci si corteggia o ci si respinge. È il classico “m’ama non m’ama” recitato mentre si sfogliano i petali di una margherita. È un mondo complesso quanto imprevedibile. In esso ci sono quelle potenti enfasi degli innamoramenti, le estasi che solo l’amore può dare, specie agli inizi. Ma ci sono anche le terribili delusioni quando si scoprono le differenze, ci sono i dubbi e le gelosie. Qui si incontrano anche le lunge apatie, quando si crede di non sentire più nulla per l’altro. Paradiso ed inferno si rincorrono, inseparabilmente, in una successione spesso disordinata ed imprevedibile. Questa irregolarità è causata dalle differenze dei due caratteri psicologici individuali. Agli inizi tendono ad uniformarsi, ma col tempo essi riprendono le loro particolarità ed entrano in collisione. Cambiarli è difficilissimo. Quasi sempre uno si aspetta che sia l’altro a cambiare. Quasi sempre si rimane delusi.

Il terzo livello dal basso, quello della prima Hey del Nome, è dove si incontrano gli intelletti. Il veicolo è quello della parola e del suo ascolto. Anche prima, anche i sentimenti viaggiano sull’onda della parola, ma per l’intelletto ci sono molti più riferimenti e basi d’appoggio. Qui si confrontano opinioni, punti di vista, preferenze filosofiche, interessi verso culture, viaggi, religioni, lingue straniere, Scritture sacre, arte in genere. Qui la comunicazione, quando viene scelta e perseguita, è più facile. Ci si confronta con valori molto più obbiettivi del “m’ama non m’ama”. Tuttavia questo piano richiede una preparazione oltre che una vocazione. La dimensione intellettuale dell’individuo è quasi sempre proporzionale al tipo di studi fatti, alla sete di sapere ancora presente, al come si utilizza l’energia intellettuale che rimane dopo aver dato il proprio contributo al sociale nel proprio ambito lavorativo. E poi, i partner possono avere posizioni diverse, e la conversazione può finire in un loro radicalizzarsi

Il quarto livello, la lettera Yod, è quello della Fede. L’esistenza di un Principio metafisico superiore, ineffabile, è accettata da entrambi. Si comprende che qui si va oltre parola ed intelletto. Ci si ritrova a conversare su D-o, o a leggere le Scritture. Ma non solo: ci si unisce per pregare, per meditare, per viaggiare sull’onda delle riflessioni che lo studio ha attivato. Il piano spirituale nella sua essenza è mistico, cioè misterioso, estatico. È un profondo turbamento dell’anima. È il culmine dei sentimenti e degli intelletti, rivolti a ciò che è ancora più in alto dei due partecipanti al rapporto. È telepatia, è intesa profonda. È una sensazione di durata, oltre le vite fisiche e pratiche. Qui le differenze non danno più fastidio, poiché si percepisce la radice comune. Come l’Albero della Vita, anche una relazione di coppia possiede le sue radici in alto.

La Cabalà insegna che le prime due lettere del Nome di D-o, la Yod e la Hey, si uniscono facilmente, formando ‘”l’Unione Superiore”. Si dice inoltre che queste due entità, chiamate Abba e Ima, difficilmente si lascino. Nell’esperienza umana, possiamo vedere quanto vicino siano i momenti di condivisione intellettuale e quelli di sintonia spirituale. Gli uni hanno bisogno degli altri.

Poi c’è l’unione dei due livelli più bassi: pratico ed emozionale. Tutti conosciamo l’enorme amplificazione emotiva che viene spesso data ai problemi pratici. Questioni economiche possono suscitare grandi moti di rabbia o di paura. E conosciamo quanto potere abbia l’esperienza sessuale nell’accendere i sentimenti. Una relazione che agli inizi era solo fisica, può diventare un profondo innamoramento. L’unione tra la Vav e la seconda Hey del Nome di D-o è chiamata: “l’Unione Inferiore”.

Va da sé che il rapporto ideale uomo-donna esiste quando tutti questi quattro livelli sono presenti, anche se in proporzioni variabili a seconda delle varie fasi di vita. Tuttavia, anche rapporti basati su alcune di queste componenti, anche una sola, possono soddisfare in parte e durare nel tempo.

Un aspetto interessante, che va oltre la linearità dei quattro livelli prima descritti, è il fatto che alcune di quelle componenti possono estendersi e crescere in verticale o in orizzontale, senza rispettare l’ordine e la gradualità. Possono espandersi ed influenzare grandemente le altre. Ad esempio, una ricca esperienza sessuale, se condotta consapevolmente nella direzione del Sacro, può elevarsi direttamente fino alla dimensione spirituale, bypassando sentimento ed intelletto.

Lo stesso dicasi per forti emozioni e sentimenti, che possono provocare nella personalità delle percezioni simili a quelle di veri e propri stati mistici. Altro esempio, facile da intuire, il piano dell’intesa intellettuale è di estremo aiuto nel gestire quello pratico e fisico, quando si tratta di trovare soluzioni di natura economica o patrimoniale.

Ma ora vorremmo cercare di slegare la linearità esemplificativa dei quattro gradini spiegati prima, introducendo alcune riflessioni sulla presenza di un quinto ed un sesto livello. L’ispirazione base proviene sempre dalla Cabalà, che parla di quattro Partzufim, o Ipostasi, o Espressioni: Padre Madre, Volto in Miniatura e Femmina. Nel loro insieme esse corrispondono alle quattro lettere del Nome di D-o spiegate prima. Oltre a ciò, i Saggi affermano l’esistenza di due altre Personificazioni (Partzufim) del Divino, ben oltre le quattro precedenti. Si tratta del Volto Infinitamente Lungo (Arikh Anpin) e del Santo Primordiale (Atiqa Qadisha). Pur se si possono visualizzare come due piani ancora più in alto dei precedenti, in realtà essi permeano l’intera struttura, elevandola ad una vera multidimensionalità.

In una relazione di coppia, Arikh Anpin, il Volto Infinitamente Lungo, è il Volere Divino, che si estende a proteggerla e a dirigerla. È noto che la Volontà, anche intesa come qualità umana, in un rapporto può essere più forte di ogni altro aspetto. Solitamente gli esseri umani non considerano quello della Volontà uno strumento così importante, e quindi non lo sviluppano a sufficienza, accontentandosi di fatti, parole, emozioni e pensieri. Tuttavia, insegna la Cabalà, il Palazzo del Volere è al di sopra del Palazzo dell’Amore. Ciò significa che un allineamento delle volontà dei partecipanti ad una coppia, può essere ancora più forte ed importante di tutti gli altri piani insieme. Può aiutare a riempire le lacune di uno o dell’altro di essi, e a far durare un rapporto, portandolo oltre le crisi invitabili.

Tuttavia, per un pieno raggiungimento di ogni scopo rivelato e nascosto, occorre che l’insondabile Volere Divino “voglia” quel rapporto o quella relazione. Si rientra qui nel puro ambito della fede e del credo nella cosiddetta Divina Provvidenza.

E cos’è allora il sesto livello, se il quinto è quello della Volontà? Il sesto, il Santo Primordiale, è quello del Piacere sommo (Ta’anug). Dobbiamo necessariamente rimanere nel vago, data la natura sublime di questi concetti. Il Ta’anug è quel Piacere Divino provato al momento della creazione delle due anime partecipanti al rapporto. È la soddisfazione e la beatitudine che D-o stesso ha sentito quando ha generato le anime della coppia, prima di mandarla nel mondo a svolgere i loro compiti specifici, attraverso le varie vite. Una sola goccia infinitesimale di quel Piacere Sublime è la più potente medicina che esista. Questo è il vero elisir di Lunga vita, ed è la Rugiada capace di far risorgere i morti.


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